MUSICA..

(…) il segreto della musica, infatti, consiste in questo: essa richiede soltanto la nostra anima, e quella però in senso assoluto, non richiede né intelligenza né cultura, e al di sopra di tutte scienze e di tutti i linguaggi essa non fa che illustrare, in opere che si prestano a diverse interpretazioni, ma che in ultima analisi sono sempre comprensibili, sempre e solo all’anima umana.

Più grande è l’artista, più sconfinate sono la validità e la profondità del suo sguardo e del suo modo di sentire. E inoltre: più compiuta è la forma squisitamente musicale, più immediato il dolce effetto sulla nostra anima. Sia che un grande maestro non voglia aspirare ad altro che a esprimere nel modo più energico il proprio stato d’animo o che insegua anelando al di fuori della propria persona un sogno puramente estetico, in entrambi i casi la sua opera sarà senz’altro comprensibile e avrà un effetto immediato. L’elemento tecnico segue solo a grande distanza. Il fatto che Beethoven, in una certa composizione, abbia scritto per i violini note che la mano dell’esecutore non può agevolmente suonare, che Berlioz, in qualche punto osi con una entrata di corni qualcosa di insolitamente ardito, che il grandioso effetto di questo o quel passaggio sia frutto di una nota d’organo o si limiti timbricamente a una smorzatura dei violoncelli  o chissà che altro, è molto bello e istruttivo a sapersi, ma non indispensabile al godimento della musica.

..tratto da: L’Arte dell’Ozio (Musica) – Hermann Hesse

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